Come funziona davvero Happn, l’app per incontrare persone che hai incrociato per strada

Come funziona davvero Happn, l’app per incontrare persone che hai incrociato per strada
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Happn è un’app per conoscere e contattare gente che hai incrociato per strada, ovviamente se hai lasciato l’app in esecuzione e se hai fatto un po’ di giri a piedi o in macchina. Usarla in centro può essere un modo davvero carino per incontrare gente nuova e fare nuove amicizie, ma ovviamente ci vuole anche qui un po’ di fortuna. L’ho installata ed usata per qualche giorno, e qui vi presento i risultati ottenuti.

Che cos’è Happn?

Nella sua semplicità estrema di utilizzo, Happn si basa su un’idea semplice: per incontrare qualcuno devi uscire di casa, prima. Questa idea, apparentemente ovvia, non è per nulla scontata nelle altre app, che invece sembrano spesso concepite per solitari e solitarie rinchiusi in casa, al sicuro delle proprie connessioni internet, e con la porta di casa ben chiusa. Dimenticati di inviare poke a chi capita, aprite i vostri orizzonti e preparatevi a utilizzare una delle migliori app di incontri mai realizzate – e soprattutto su misura per gente normale, per intenderci: quella che ci proverebbe anche su Twitter, delle volte.

Avviso: Happn dovrebbe essere usata da persone adulte e consapevoli, dato che permette di incontrare dal vivo sconosciuti.

Fatte le doverose premesse, procediamo.

Nella foto, l’utente medio di Tinder.

Come installare Happn

Di fatto Happn – per Windows Phone, Android e iOS – richiede come primo passo, dopo averla scaricata, la connessione al proprio account Facebook, in modo che uno possa rendersi facilmente reperibile: poi bisogna lasciare l’app in secondo piano, aperta nel telefono, ed andare a fare un giro.

Primo approccio con Happn: prima e dopo il calcetto

Ho scoperto ed installato l’app ieri prima della consueta partita di calcetto aziendale: un campo di calcio non è per forza l’ideale con cui incontrare persone, ma ho voluto lo stesso fare un primo test prima di andare. Del resto non sarebbe male avere la scusa per conoscere qualche appassionata dello sport che pratico da quasi 10 anni, ovviamente con modalità fantozziane e pure un po’ sovrappeso. Al campetto c’erano un gruppo misto di uomini e donne, e per un po’ mi sono guardato intorno per poi giocare la mia solita partitella (per la cronaca: nessuna papera degna di questo nome, giocato di contenimento e senza strafare, un paio di gol sfiorati ed un salvato in extremis. La Gazza mi avrebbe dato tranquillamente 6,5, credo, ndr). Al rientro da casa doccia e partita dei Mondiali, ovviamente: mentre guardavo la Francia avere la meglio sul Belgio, arrivano le prime notifiche: purtroppo non sono riuscito a salvare le schermate che mi sono comparse davanti agli occhi, ma ho visto tre profili.

  • Uno era di una ragazza di circa vent’anni, che forse ha giocato nel campetto adiacente al mio (cuorata al volo);
  • la seconda era una signora poco più grande di me, che non ho considerato;
  • l’ultima era una donna piuttosto piacente che mi ha incuriosito, ed alla quale ho inviato un generico “ciao”.

In pratica l’app – un po’ come Tinder, del resto – ti permette di cuorare (per mostrare esplicito interesse), inviare un ciao (che è un po’ l’equivalente del poke di Facebook, e che andava di moda più che altro qualche anno fa) o passare al profilo successivo senza dire nè fare nulla. Mentre attendo risposta da parte della ventenne fenomeno a pallone, mi concentro su altre attività – tra cui finire l’editing e la revisione di altri post per altri blog con cui collaboro – e la sera si chiude.

Secondo test: al bar a prendere un caffè

Giorno 2: alle 10:33 di oggi sono uscito di casa e sono andato al bar dove passo quasi ogni giorno per un caffè rituale. Faccio un giro anche dallo sportello del bancomat, purtroppo nella zona dove vivo non c’è granchè da fare, ma sono passato vicino casa della ragazza che salutava sempre (è la tipica persona che verrà intervistata ai TG nel caso in cui dovessi commettere un delitto, in sostanza) e di cui non conosco ancora il nome, poi rientro a casa per aggiornare l’articolo. Questa volta esce fuori una donna di 31 anni, ingegnere (da come scrive, almeno), con tanto di set fotografico di tutto rispetto e foto di rito con il gatto; passiamo alla prossima. Non mi pare di averla incrociata, stavolta, anche perchè l’unica donna che ha suscitato la mia attenzione è sfrecciata di fronte a me per prendere l’autobus, proprio mentre entravo nel bar. Sarà per la prossima, suppongo.

Ho anche modificato le impostazioni dell’app per ricevere più notifiche. staremo a vedere. La connessione ad internet da queste parti fa abbastanza schifo, per inciso.

L’ingegnere trentunenne che avrei incrociato per strada (secondo Happn, s’intende: onestamente non ricordo di lei)

Terzo giorno: test in viaggio

Mi sono spostato per sbrigare un po’ di commissioni in provincia, da bravo provinciale quale ancora mi considero. In questo periodo ho un po’ dimenticato di Happn, salvo poi riaccenderla e vedere se qualche altra persona si sia imbattuta nella mia strada. Ne ho trovato solo un’altra, poco interessante a mio avviso, e per cui sono passato oltre. In linea di massima i match sono stati abbastanza scarsini, probabilmente perchè solo chi da’ il consenso per ricevere notifiche poi effettivamente le vede. Ancora nessuna notizia da parte dell’anonima calciatrice di cui sopra.

Quarto giorno: il Contatto!

Finalmente! Oggi ho ricevuto un feedback da una delle donne che avevo contatto, purtroppo non dalla calciatrice dei miei sogni. La persona in questione non ho avuto difficoltà a contattarla via chat interna, e le ho spiegato chiaramente che ero lì a scopo documentativo e non per reali brame. Per fortuna non l’ha presa male, almeno da come mi ha scritto, ed ho un’amica in più tra i contatti Facebook; prima o poi, le ho detto, capiterà che ci vedremo per un caffè – magari freddo, dato il caldo torrido della piccola, provinciale città in cui vivo. Non ci siamo più sentiti, ma va bene così.

Quinto giorno: nulla di fatto

Dopo un paio di volte che ho aperto l’app, mi sono accorto che tende a riproporre sempre i soliti profili, ed il sospetto che alcuni di essi siano fake è abbastanza forte. Ad ogni modo la delusione non è poca: ero partito con tutte le migliori intenzioni, ma usare Happn in un piccolo centro italiano (R.) non sembra una grandissima idea. Anche perchè, a conti fatti, uno farebbe prima a provarci con Twitter oppure a testare il caro vecchio approccio di Schrödinger, fallibile ed infallibile al tempo stesso: andare dalla tipa che ti piace, e provare a dirle qualcosa di sensato, simpatico, non invasivo e possibilmente originale.

Altro che app: una bella figura di merda dal vivo, a volte, riesce ad appagare i sensi molto di più

In definitiva: pregi e difetti di Happn

Principali pregi 🙂 di Happn:

  • facile da installare;
  • facile da configurare;
  • molto semplice da usare;
  • ti permette di incontrare sul serio persone interessanti e/o carine;
  • non invasiva (si possono avere più opzioni sbloccando la versione a pagamento dell’app stessa).

Inevitabili difetti 🙁 di Happn;

  • a volte non trova proprio nessuno;
  • ripropone spesso i soliti profili;
  • non tutti rispondono – solo una persona su 12, nel mio test.
  • non si capisce benissimo se sia necessario lasciare l’app aperta, in esecuzione o se funzioni anche come app chiusa (tendenzialmente dovrebbero essere vere la prima e la seconda che ho scritto)
  • funziona ovviamente meglio nei centri più affollati, e per chi abita in provincia (tipo il vostro amatissimo sottoscritto) rischia di essere una delusione;
  • a volte escono fuori persone che non hai mai incrociato sul serio, ma che ad esempio abitano vicino a te o che (ad esempio) sei passato vicino casa delle stesse.
La schermata del Mac del vostro amatissimo, fotografata in modo parecchio hipster.

Per una volta, quindi, lasciate perdere le ricerche basate su interessi: la vostra anima gemella potrebbe, letteralmente, essere sulla vostra strada.

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