6 motivi per tornare a teatro

6 motivi per tornare a teatro
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I teatri oggi mancano di presenze di pubblico, soprattutto quelli medio-piccoli: colpa della TV, secondo alcuni, ma anche della pigrizia dello spettatore medio, annoiato dall’ennesima instancabile e monotona replica di un classico qualsiasi.

Aalla base del teatro, del resto, vi sono la creatività e la ri-creazione di opere di ogni epoca, molto spesso in chiave moderna: cosa che in molti temono o non hanno abbastanza coraggio di mettere in scena. La cosa dovrebbe più che altro incuriosire, dato che non esistono limiti al numero di rielaborazioni che sono state proposte negli anni, anche in Italia, di quest’arte.

Andiamo quindi a vedere 6 validissime ragioni per riscoprire ed andare a teatro, ancora oggi.

È un’esperienza unica

Sembra un luogo comune, ma è davvero così: chi non ci è mai andato dovrebbe, almeno una volta nella vita, provare questa esperienza. Vedere uno spettacolo a teatro è un’esperienza molto più vivida, reale e concrceta di quello che possa sembrare – e non è per nulla noiosa nè impegnativa, in genere, come potrebbe sembrare a prima vista. Gli attori riescono ad inventare un mondo circoscritto ad un palco, spesso con pochissimi mezzi e con scenografie essenziali ma efficaci.

Questo, ad esempio, era il surreale Pinocchio rivisitato dal genio del compianto Carmelo Bene.

Andare a teatro è un atto politico

Senza scomodare teorie da professoroni incomprensibili e fastidiose per i più, andare a teatro nel 2018 è un atto politico a tutti gli effetti: sia perchè il teatro è politico da sempre, sia perchè viene relegato ad angoli improbabili della TV stessa, per molti il suo più acerrimo rivale. Del resto il teatro ha conosciuto le storie, le sensazioni, le politiche di ogni tempo – ed è un dato di fatto che quelle di Aristofane, già nell’antica Grecia, riscuotessero molto successo come forma di satira contro il potere.

Diffidate dalla finta satira che troverete nei salotti televisivi affidata al mediocre comico di turno: a teatro ci si esprime liberamente, ed è davvero tutta un’altra cosa.

I migliori attori vengono dal teatro

Sono in pochi a campare di teatro, oggi, per varie ragioni culturali e storiche: andare a teatro significa godersi dal vivo le esibizioni di generazioni di attori che si vedono spesso poco in TV e nel cinema, ma che spesso trovano libero sfogo nel teatro.

Molti attori televisivi fanno (molto) teatro

Un esempio degno di nota è “Il mistero dell’assassino misterioso“, proposto dalla coppia Lillo & Greg che molti conoscono dalla TV e carico del loro tipico umorismo surreale alla Mel Brooks. Nella storia un attore ha avuto un malore e viene sostituito dal “bibbitaro”, con risultati assolutamente imprevedibili e molto comici.

Può essere surreale ed imprevedibile

Dimenticare l’idea di un teatro barboso o per intenditori: troverete molte sorprendenti e modernissime commedie. Ad esempio questo è lo spezzone de “La cantatrice calva“, una delle più celebri anti-commedie (così definite dal suo stesso autore) mai rappresentate su un palcoscenico, qui interpretata da Franca Valeri ma riproposta da molte altre compagnie ancora oggi.

È un’esperienza culturale

Diffidate da chi diffida (scusate il gioco di parole) dal teatro come esperienza per soli intellettuali: esistono molte forme teatrali diverse, e soprattutto oggi possiamo godercene un bel po’ con oltre 2000 anni di storia alle spalle. Sì, perchè il teatro riflette da sempre i tempi che si vivono, e raccontano le storie di epoche scomparse che diversamente non potremmo mai davvero conoscere.

Per convincersene, basterebbe guardare questo breve frammento del compianto Dario Fo, uno dei giganti del teatro italiani (purtroppo recentemente scomparso).

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