Chiavette USB: caratteristiche, funzionamento e cenni storici
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Al giorno d’oggi, grazie al cloud ed ai relativi servizi nella nuvola, sempre più spesso gratuiti, è possibile accedere ai files, alle foto, ai documenti, ai video e, in generale, ai propri dati personali da qualsiasi postazione fissa o mobile. Ciò nonostante è ancora molto diffuso, per la portabilità dei dati, l’uso delle pendrive, ovverosia delle cosiddette chiavette USB. Nel dettaglio, la sigla USB individua uno standard che è ampliamente consolidato per lo storage con compatibilità che va ad interessare gli ambienti di lavoro ed i sistemi operativi come macOS, GNU/Linux e Windows, ma anche la chiavetta usb per iPhone , ovverosia quella che funziona con il sistema operativo mobile della Apple iOS.

Le prime pennette in commercio erano basate sullo standard USB 1.1 che presentava il limite di avere una banda passante ridotta,ovverosia una velocità di lettura e di scrittura della memoria flash limitata, ma poi è arrivato prima lo standard USB 2.0 e poi il 3.0 che, invece, è una scheggia al punto che in genere si riesce a trasferire un film anche in soli 30 secondi. Inoltre, a fronte di una banda passante superiore, lo standard USB 3.0 è pienamente retrocompatibile con gli altri standard precedenti garantendo così agli utenti di continuare ad acquistare pendrive economiche, anche a prezzi unitari inferiori ai 10 euro, oppure chiavette USB superveloci che rientrano nel mercato professionale di fascia alta, e che di conseguenza sono anche le più costose.

Nonostante la diffusione a macchia d’olio dei servizi cloud associati ai dispositivi mobili ed alle postazioni fisse, la chiavetta USB al giorno d’oggi non ha del tutto perso il suo appeal in quanto prima di tutto ha delle dimensioni ridotte. Inoltre, per il trasporto fisico dei dati è ottima grazie proprio al fatto che, come sopra illustrato, lo standard attuale garantisce elevate velocità di trasferimento così come le dimensioni della memoria delle migliori pendrive in commercio sono sempre crescenti. Di conseguenza, il cloud al giorno d’oggi non ha rimpiazzato le pendrive, rendendole obsolete, ma di sicuro le chiavette USB, per la portabilità e per il trasferimento dei dati, hanno sostanzialmente mandato in pensione l’uso dei CD e dei DVD.

Le pendrive, inoltre, presentano altri due vantaggi che sono non indifferenti e che sono rappresentati dal fatto che non hanno bisogno per funzionare di una fonte autonoma di energia. Così come si possono collegare e scollegare senza dover spegnere i dispositivi nei quali le pendrive vengono inserite. L’unica procedura da compiere, attraverso il sistema operativo, è solo quella di procedere con la rimozione sicura dell’hardware.

Come dispositivo per lo storage comodo ed anche facile da trasportare, tra l’altro, sono sempre più diffuse in commercio le pendrive che dispongono di un occhiello che permette di andare ad agganciare la chiavetta USB all’anello di un qualsiasi portachiavi. Sono quasi 20 anni che le chiavette USB sono in commercio in Italia e nel mondo visto che per i primi esemplari in vendita bisogna andare indietro all’anno 2000. Fu in particolare a società Trek Technology di Singapore a lanciare sul mercato la prima pendrive la cui capacità di archiviazione era al tempo pari a soli 8 megabyte, mentre al giorno d’oggi i leader del settore hanno presentato al mercato pendrive con una capienza che arriva fino a ben 2 terabyte. Le velocità massime teoriche, per le chiavette USB di nuova generazione, possono arrivare a 240 MB/s in lettura, ed a 160 MB/s in fase di scrittura. Questi ed altri dati sulle pendrive vanno sempre valutati con attenzione prima di procedere con l’acquisto.

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