3 disavventure nate sui social e finite male nella vita reale

Tante volte si parla di “vita virtuale” sui social, per sottolineare il culto dell’apparenza che sembra accompagnarle. In molti casi si dimentica una cosa importante: molto di quello che succede sui social è reale, perchè ci sono vere persone (e non robot) che le fanno. Eccovi una rassegna delle 10 disavventure più incredibili che siano capitate a influencer, instagrammers e blogger.

PlaneBae

#PlaneBae è l’hashtag associato alla storia di un flirt in diretta: la cosa interessante è che è nato all’insaputa dei due protagonisti della storia. Tutto nasce su un aereo, nel quale un uomo ed una donna seduti vicino vengono ripresi in una storia di Instagram da due passeggeri sul retro. I due hanno chiacchierato/flirtato, si sono mostrati reciprocamente foto e una volta scesi dall’aereo si sono allontanati insieme. Tutte queste cose, però, non le sappiamo perché le hanno raccontate loro, ma perché le ha rese pubbliche, in diretta, un’altra persona che si trovava sull’aereo mediante Instagram

La storia è diventata virale ed ha messo a repentaglio la vita privata dei due protagonisti.

Attaccata da uno squalo

Katarina Zarutskie è una diciannovenne, studentessa universitaria e instagrammer, che gestisce un blog di lifestyle e possiede un discreto seguito di fan; durante una vacanza con genitori e fidanzato, ha avvistato degli squali in una zona. Cogliendo subito una buona opportunità per fare qualche foto e postare qualche storia, ha deciso di avvicinarsi un po’ per capire se fosse possibile. Quella che sembrava una follia – avvicinarsi a nuoto ad una zona infestata da squali – è diventata una cosa normale, tanto più che la ragazza non ha valutato che la cosa fosse piuttosto pericolosa: è stata attaccata dagli animali ed è riuscita a cavarsela con qualche ferita.

Precipitato da un palazzo

Questa è una triste storia avvenuta a New York, e che risale a qualche giorno fa: il corpo del giovane Jackson Coe, 25 anni, è stato ritrovato riverso per terra nei pressi di Grove Street. Le ferite presenti sul corpo hanno fatto pensare da subito ad una caduta di grossa entità, ed escludendo altre ipotesi (tra cui quella che fosse ubriaco, data la prossimità di una lattina di birra nelle vicinanze) sembrerebbe che l’instagrammer, noto per numerosi e suggestivi autoscatti sull’orlo di grattacieli, sia precipitato da molto in alto.

 

 

(fonti: NYtimes, )

5 problemi estivi da metallari

 

Le pagliette (di merda)

Parliamoci chiaro: le pagliette a 1 euro nei peggiori negozi cinesi sono un must necessario nelle ore più calde di esposizione al sole, per per mantenersi freschi e non prendere troppo sole, dato che sono ottimali per fare arieggiare la capoccia. Ma in un contesto metallaro sarebbero tecnicamente improponibili, facendovi optare piuttosto (a nostro avviso, s’intende) per un elegante cappello da cow-boy – o da cow-girl, ovviamente.

Le magliette a maniche corte, nere e  pesanti

Il caldo diventa opprimente e l’abbigliamento nero cozza con la necessità di alleggerirsi. Niente da fare: datemi un chiodo. E visto che ci siete: mettete lì sono una bella maglietta degli Iron Maiden, dei Megadeth o dei Deicide. Il tessuto – molto spesso marcate Fruits of the loom – è più spesso e pesante delle tshirt normali, che sono spesso traspiranti nei modelli più sportivi: robaccia, quest’ultima, che un vero metallaro non può accettare.

Maglietta nera e pesante, quindi, da sopportare stoicamente ed ammorbidire a colpi di birra fresca.

Gli stivali / Gli anfibi

Pure gli stivali e gli anfibi, signori. Sono un altro cruccio tipico del metallaro medio, e non c’è modo di fargli cambiare idea su questo. Festival estivi con 45° C in media a cui si decide di assistere stoicamente con questi pesantissimi indumenti sui piedi, con l’unica possibile variante delle scarpe da tennis (invernali, e solo se siete thrasher).

I superalcolici

Posto che la birra non sia MAI un problema, i superalcolici ed i drink in generale d’estate lo sono: riscaldano l’atmosfera ed il corpo, e non sono l’ideale sotto il sole cocente. Eppure si sopporta: ambulanza in arrivo prima possibile, in questi casi.

Le bestemmie

Per molti metallari le bestemmie senza una ragione sono un dovere civico e morale, per cui non si vede perchè rinunciarvi d’estate. Il problema è che in questa stagione trovate più boyscout e chierichetti pronti ad avversarvi: al limite potrebbe risultare seccante, visto che cercheranno di rendervi loro adepti. Per alcuni questa situazione potrebbe, tuttavia, essere addirittura divertente.

10 motivi per cui non risponde al cellulare (versione maschile)

Siete innamorate follemente di lui, ma c’è un problema: è in giro, provate a telefonargli e non vi risponde. Prima di andare nel panico e pensare che vi tradisca, leggete qui: eccovi i dieci principali, serissimi motivi per cui non è possibile rispondere al telefono.

È in metro / sui mezzi.

In certi tratti dei mezzi pubblici il telefono non funziona, e con la fortuna che avete vi è capitato di chiamare proprio in quel momento. Succede: riprovate più tardi, senza impazzire per nulla. Per qualsiasi evenienza gli infermieri vi aspettano fuori, va tutto bene, davvero.

Sta guidando (e non ha il bluetooth)

Non è agevole (e spesso è poco sicuro) rispondere al telefono mentre si guida. Vi richiamerà, ma solo se è true love.

E quando lo incontrate, fategli mettere il bluetooth in macchina.

Sta ca*ando.

Imbarazzante da ammettere, come motivazione, ma sono momenti epici, in cui nessuno può – nè deve – entrare. Comprensione, umiltà e ancora tolleranza per queste situazioni.

È in riunione.

Un po’ di pazienza e risponderà: la riunione di oggi probabilmente sarà piuttosto pesante, con qualcuno di cattivo umore: ad esempio perchè ha litigato col figlio, o perchè non gli rispondono al telefono.

Sta parlando con qualcuno di importante

E non è detto che sia una modella ucraina di vent’anni che non fa sesso da due anni. Molto probabilmente è un creditore piuttosto anziano e sgradevole, o magari un amico che non vede da vent’anni. C’è un momento per tutto, in fondo.

Ah, potrebbe anche essere una modella, in effetti, ma non lo starete sopravvalutando?

È in fila alla posta

Sai che palle in questi casi: quello di prima di te – regolarmente – rallenta la fila, è lentissimo nei movimenti e sembra provare una particolare intesa amichevole con l’impiegato delle poste. E lui ha fretta, tanta fretta. Non vedi l’ora di rispondere alla vostra chiamata.

Dacci un taglio, baby. Adesso finisce, mica si sta divertendo.

Ha lasciato la suoneria abbassata.

Ed ha pure dimenticato il vibratore. O la vibrazione, fate voi. Capita!

È in fila per pranzo/cena.

Altro momento tragico: magari gli avete scritto proprio mentre la cassiera gli ha fatto lo scontrino. Ha una fila di qualche chilometro dietro, e si sente a disagio: proprio adesso gli dovevate scrivere?! Pazientate, arriverà il vostro momento.

Non ha voglia di scrivere per il caldo / per il freddo

Avevo letto, ma mi seccavo a rispondere: troppo caldo, le dita mi scivolavano sul touch screen.

Avevo letto, ma mi seccavo a rispondere: troppo fredd, le dita mi restavano incollate al touch screen.

È un vero e proprio evergreen.

È incavolato

La soluzione è questa: dovete

8 indizi per rassegnarsi all’inizio dell’estate

L’estate sta finendo, un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va.

Le parole dei Righeira risuonano minacciose anche quest’anno, un po’ come le campane di Hemingway: perchè quando un animatore fa partire un ballo di gruppo, non chiedere mai per chi suona il DJ – suona sempre per te. Magari stesse davvero finendo l’estate: ancora è lunga. Dai, vieni a ballare con noi: l’estate è ufficialmente al top, e non potete farci un bel nulla.

Eccovi 10 indizi per rassegnarvi a questa idea.

Gli aperitivi con balli di gruppo

DAI, VIENI A BALLARE I BALLI DI GRUPPO!!!
MA HO 49 ANNI, MI VERGOGNO!111!
CHE TI FREGA, TANTO STA SALENDO IL BACARDI BREEZER*.
E poi lo fai – GAME OVER.
*Fruttato. Massimo 4% di alcool.

Le canzoni di me**da

Non è chiaro per quale motivo si debba per forza, ogni maledetta estate, ascoltare musica demmerd*, ma si rinnova anche quest’anno tale triste, lugubre consuetudine; canzoncine insulse e ripetitive, con ritornelli che la gente canterà ballando e sollevando le mani, che ti si inchiodano in testa – e che ti ritroverai a canticchiare senza volerlo.

L’unico rimedio per uscirne è riscoprire la discografia dei Deicide dal primo settembre in poi.

Gli occhiali da sole

Preferibilmente quelli di “Essi vivono“.

I vicini di ombrellone

Le prima volte non vi saluterete, le seconde sarete su un formale “buongiorno” e “buonasera”, dopo qualche tempo inizierete a frequentarvi ed i rispettivi figli faranno amicizia tra loro; ovviamente a rendere tipica la circostanza vi sono i discorsi da spiaggia, che non sono mai cambiati da che mondo è mondo. Si parte con il classico impropero contro gli extracomunitari che pero’ vendono un pareo carino, per proseguire con il commento alla notizia di cronaca appena letta, il mare che non è più quello di una volta ed i giovani di una volta che oggi non ci sono più (del resto, è normale: sono invecchiati anche loro).

Gli animatori

Quell’anno lo ricordo bene:  ci trovammo un gruppo di giovani turisti (età media 16-17 anni), ed una sera abbiamo costretto il Capo animatore del villaggio in cui eravamo a mandare gli Offspring al posto dei soliti balli di gruppo. Messo alle strette, in imbarazzo di fronte al suo amato pubblico di villeggianti, fu costretto a mandare quel brano.

E in una rotonda sul mare, abbiamo iniziato a pogare (è un fatto vero, giuro).

Le barche che ti portano alle Isole Eolie

Se venite in vacanza in Calabria, è un must. Spiaggia di Ricadi, un paio di anni fa. Una simpaticissima signorina mi chiede se desidero imbarcarmi per le Eolie, costa poco ed è bellissimo, secondo lei. Signorina, suo padre è un ladro: ha rubato due canotti per farle rifare il seno. E poi arriva l’imbarcazione prescelta: un gommone. Non una nave da crociera, non un motoscafo: un gommone. Che riparte poco dopo dalla spiaggia, strabordante di turisti tedeschi ed italiani vagamente perplessi. Si spera che Salvini non ne sappia mai nulla.

Le grigliate vegane

Sono una delle nuovissime avanguardie di un’alimentazione corretta nonchè rispettosa delle diversità. Quasi obbligatorio farci dei post su Instagram, improvvisarsi food blogger (magari mi metto a scrivere direttamente con lo smartphone su posto, da bravo misantropo) e taggare le persone che sono lì con noi. Le grigliate vegane renderanno indimenticabile la tua estate, e potrai sempre fare finta ed illuderti che le zucchine grigliate siano del pesce.

Il cocco in riva al mare

 

(Si ringrazia per l’ispirazione Le origini del male)

6 modi per avviare una conversazione con stile

Curiosi di sapere come attaccare bottone con la sconosciuta della porta accanto, con cui purtroppo non avete alcun amico in comune? C’è un modo semplice per agire, in questi casi: parlare. E farlo nel modo giusto, soprattutto. Sul social network Reddit spopolano come “conversation starter“, e sono una lista di possibili modi (originali, possibilmente umoristici) per attaccare bottone con sconosciuti, a scopi di potenziale accoppiamento o (più semplicemente, magari) per trovare qualche nuovo amico.

Conoscere nuove persone può essere complicato, in genere, specie se manca il contesto che mette a proprio agio o più in genere se si usano i mezzi sbagliati – ad esempio Twitter o Happn – per cui non bisogna sottovalutare la pura favella, il semplice uso della lingua (ehm) che permette a volte di ottenere i migliori risultati – senza consumare a vuoto banda del proprio smartphone.

Pronti a scoprire 10 conversation starter inarrivabili? Poi correte a testarli nel pub sotto casa, soprattutto.

Sconsigliato a persone prive di senso dell’umorismo, e ricordatevi che se si chiamano “starter” c’è un motivo: non usateli per intervistare, ma per avviare una conversazione.

Meglio di no

Tanto per capirci subito, questo non è un buon conversation starter.

Tu chi ca**o sei?

e neanche questo:

E quindi… eeeeehhhh… mmmmh…

o tantomeno quest’altro:

Qual è il tuo conversation starter preferito?

Surriscaldamento globale

Uno dei miei starter preferiti in assoluto.

In fondo il surriscaldamento globale ha un vantaggio.

Quale?

È più facile rompere il ghiaccio.

Cosa hai visto di brutto su Netflix?

Una domanda originale, da porre ovviamente con leggerezza, che serve a capire l’umore ed i gusti dell’altra persona, senza invadere la sua privacy e mantenendo le distanze; se risponde in modo evasivo, poco male. Se beccate il o la fan della vostra serie TV preferita, potete invitarlo/a a vederla insieme, qualche volta – non proprio dopo 5 secondi dalla sua risposta, possibilmente.

Cose in comune

Ad un party.

Wow, anche a te piace guardare altre persone?

Micro-talk banali

Qui gli esempi si sprecano. Ad esempio:

“Quale manico di rubinetto preferisci? Io quello a stella, più facile da impugnare.”

in un contesto informale potrebbe essere un buon modo per iniziare una discussione probabilmente in un bagno pubblico, per cui non esattamente il top a livello di contesto. Ma ci sono molti altri “micro-talk” che si possono sfruttare con discreto successo, e vanno da “preferisci il pane integrale o quello tradizionale” a “meglio l’aria condizionata o i finestrini aperti”, e poi si procede via via banalizzando la questione – attenzione, questo è fondamentale: se il discorso si complica, e si finisce a parlare di nutrizionismo o di ingegneria meccanica, il castello dialettico rischia di crollare per sfinimento di uno dei due interlocutori.

Non ci conosciamo? Meglio!

“Ciao, non ti ricordi di me?”

“No.”

“Ottimo, così non ricorderai se dirò qualcosa di stupido”.

“Il mandorlo non produce latte”: il Dipartimento della Salute USA contro l’uso dell’espressione “latte di mandorla”

La FDA (Food and Drug Administration), agenzia governativa americana per gli Alimenti e i Medicinali, si è scagliata contro l’uso del termine “latte” per la popolare bevanda del latte di mandorla. Secondo il condivisibile punto di vista dell’ente, infatti, non si tratta di vero e proprio latte nè nel caso delle mandorle nè tantomeno in quello della soia (“latte di soia” è molto utilizzato nelle pubblicità, nel marketing e nelle etichette di questi prodotti)

In particolare si vorrebbe vietare di etichettare in questo modo prodotti del genere, proponendo delle linee guida ed una serie di requisiti da soddisfare per poterlo fare lecitamente: il problema sarebbe legato ad una forma di pubblicità ingannevole a danno dei consumatori. Il latte di mandorla – bevanda analcolica dolce realizzata mettendo in infusione le mandorle tritate e spremute – viene utilizzata in alternativa al latte in alcune diete (ad esempio quelle vegane e degli intolleranti al latte di soia) è molto diffusa in Italia soprattutto nelle regioni della Calabria, Campagnia, Basilicata e Puglia.

Non è neanche la prima volta che FDA prende posizioni del genere: nel 2015, ad esempio, si era scagliata contro l’etichettatura di un prodotto chiamato Just Mayo, un tipo di maionese senza uova. L’uso della parola Mayo sarebbe anche qui del tutto improprio, anche perchè – nello specifico delle pubblicità – era accompagnato dalla figura di un uovo (fonte).