Magia del Bel Canto sulla terrazza borbonica di Gaeta con il soprano Olga De Maio ed il tenore Luca Lupoli

Una vera “magia” di bel canto,note e danza la sera del  7 agosto 2018 sulla suggestiva Terrazza Borbonica di Punta Stendardo a Gaeta per il Recital lirico “Le Pagine d’oro del bel canto” organizzato dall ‘Associazione Culturale “La Magica“, rappresentata dal Dott. Augusto Ciccolella, fortemente voluta dal Comune di Gaeta,rappresentato ieri dalla Prof.ssaMariapia Alois,delegata alla Cultura, che ha espresso parole di vivo apprezzamento per il grande successo, accoglienza di pubblico,per l’alto livello espresso della serata: protagonisti gli artisti il soprano Olga De Maio, il tenore Luca Lupoli, artisti lirici del Teatro San Carlo e rappresentanti dell’Associazione Culturale Noi per Napoli che ha curato la realizzazione artistica del Concerto.

Ad accompagnare gli artisti lirici l’ensemble strumentale composto dalla pianista Natalyia Apolenskaja, dal violinista Antonio Ruocco,dal violoncellista Vincenzo Santangelo.

Sono state eseguite alcune delle arie più celebri del melodramma italiano tratte da autori quali Puccini,Verdi,che hanno estasiato il pubblico, magistralmente interpretate dai due artisti Olga De Maio Luca Lupoli: il repertorio è stato molto ricco e variegato, passando attraverso vari generi tra la romanza da Salotto di Tosti,De Curtis,l’operetta di Lehar che ha fatto andare il pubblico letteralmente in visibilio,poi l’immancabile canzone classica napoletana con i brani d’epoca liberty di Di Giacomo Tosti,Marechiaro,dei fratelli De Curtis Torna A SurrientoO sole mio...

I brani musicali e canori sono stati incorniciati dai precisi e brillanti interventi storici del giornalista Giuseppe Giorgio, che,interpretando la parte di un cronista dell’epoca liberty,ha condotto per mano gli spettatori in questo magico viaggio nella musica.

Parte questa volta dello spettacolo-Recital le coreografie di Marcella Martusciello,esibitasi anche come ballerina in duo con Giosuè Carbone che si sono perfettamente inserite come dei quadretti nei brani musicali.

Possiamo affermare che è stato uno spettacolo che ha offerto l’arte a trecentosessanta gradi con tutti gli elementi dello spettacolo lirico e cioè canto,musica e danza, con un’ambientazione da “Salotto d’epoca liberty, essendo i protagonisti in rigoroso abito bella époque.

Pubblico commosso, si è espresso in autentiche ovazioni, in una serata splendida in una meravigliosa location, quale appunto la Terrazza Borbonica di Punta Stendardo a Gaeta che tra ha fatto da perfetta cornice allo spettacolo, circondato da una scenografia naturale del Golfo di Gaeta.

Tanti applausi, richieste di bis,riogorosamente concesse dagli artisti per un finale scoppiettante che ha saputo coinvolgere tutti gli spettatori.

Con questo terzo spettacolo estivo,preceduto dalle Rassegne “Le Sere d’Estate in Villa Floridiana ” e Cinemart Estate a Napoli, il progetto dell’Associazione Culturale Noi per Napoli, imperniato sulla diffusione e la promozione del belcanto ,ideato dai due artisti Olga De Maio e Luca Lupoli,ambientato spesso in luoghi storici, verrà portato avanti in nuove location e nuovi appuntamenti in via di elaborazione e saranno comunicati puntualmente sui loro canali social web.

Una vera “magia” di bel canto,note e danza ieri sera 7 agosto 2018 sulla suggestiva Terrazza Borbonica di Punta Stendardo a Gaeta per il Recital lirico “Le Pagine d’oro del bel canto “, organizzato dall’Associazione Culturale “La Magica”, rappresentata dal Dott. Augusto Ciccolella, fortemente voluta dal Comune di Gaeta,rappresentato ieri dalla Prof.ssaMariapia Alois,delegata alla Cultura, che ha espresso parole di vivo apprezzamento per il grande successo, accoglienza di pubblico,per l’alto livello espresso della serata: protagonisti gli artisti il soprano Olga De Maio, il tenore Luca Lupoli, artisti lirici del Teatro San Carlo e rappresentanti dell’Associazione Culturale Noi per Napoli che ha curato la realizzazione artistica del Concerto.

Ad accompagnare gli artisti lirici l’ensemble strumentale composto dalla pianista Natalyia Apolenskaja, dal violinista Antonio Ruocco,dal violoncellista Vincenzo Santangelo.

Sono state eseguite alcune delle arie più celebri del melodramma italiano tratte da autori quali Puccini,Verdi,che hanno estasiato il pubblico, magistralmente interpretate dai due artisti Olga De Maio e Luca Lupoli: il repertorio è stato molto ricco e variegato, passando attraverso vari generi tra la romanza da Salotto di Tosti,De Curtis,l’operetta di Lehar che ha fatto andare il pubblico letteralmente in visibilio,poi l’immancabile canzone classica napoletana con i brani d’epoca liberty di Di Giacomo Tosti,Marechiaro,dei fratelli De Curtis Torna A Surriento, O sole mio…

I brani musicali e canori sono stati incorniciati dai precisi e brillanti interventi storici del giornalista Giuseppe Giorgio, che,interpretando la parte di un cronista dell’epoca liberty,ha condotto per mano gli spettatori in questo magico viaggio nella musica.

Parte questa volta dello spettacolo-Recital le coreografie di Marcella Martusciello,esibitasi anche come ballerine in duo con Giosuè Carbone che si sono perfettamente inserite come dei quadretti nei brani musicali.

Possiamo affermare che è stato uno spettacolo che ha offerto l’arte a trecentosessanta gradi con tutti gli elementi dello spettacolo lirico e cioè canto,musica e danza, con un’ambientazione da “Salotto” d’epoca liberty, essendo i protagonisti in rigoroso abito bella époque.

Pubblico commosso, si è espresso in autentiche ovazioni, in una serata splendida in una meravigliosa location, quale appunto la Terrazza Borbonica di Punta Stendardo a Gaeta che tra ha fatto da perfetta cornice allo spettacolo, circondato da una scenografia naturale del Golfo di Gaeta.

Tanti applausi, richieste di bis,riogorosamente concesse dagli artisti per un finale scoppiettante che ha saputo coinvolgere tutti gli spettatori.

Con questo terzo spettacolo estivo,preceduto dalle Rassegne “Le Sere d’Estate in Villa Floridiana ” e Cinemart Estate a Napoli, il progetto dell’Associazione Culturale Noi per Napoli, imperniato sulla diffusione e la promozione del belcanto ,ideato dai due artisti Olga De Maio e Luca Lupoli,ambientato spesso in luoghi storici, verrà portato avanti in nuove location e nuovi appuntamenti in via di elaborazione e saranno comunicati puntualmente sui loro canali social web http://www.noipernapoli.it https://www.facebook.com/AssociazioneNoiPerNapoli/https://www.youtube.com/user/LucaLupoliTenore

Matrimonio in Estate Idee per il Catering

matrimonio in estate catering

I matrimoni tradizionalmente vengono celebrati nei mesi estivi in quanto il bel tempo e le giornate più lunghe favoriscono lo svolgimento dei festeggiamenti e dei pranzi in location esterne particolarmente affascinanti per questo tipo di ricevimenti.
Festeggiare un matrimonio in estate permette di poter contare su lunghe giornate che si possono protrarre all’aperto fino a notte godendo di un clima fresco e piacevole.
Per i ricevimenti che si svolgono nei mesi estivi più caldi è consigliabile concordare con il ristorante o il servizio catering un menu più leggero rispetto a quello invernale troppo pesante che rischierebbe di mettere in difficolta gli invitati a proseguire la partecipazione della festa che si protraggono anche per intere giornate.
Oltre ad un menu fresco e leggero durante i ricevimenti estivi ci sono altri aspetti da curare per mettere a proprio agio i partecipanti come la creazione di ambienti comodi e freschi dove gli invitati possono beneficiare di ristoro e zone all’ombra.
Quando la gran parte della cerimonia si svolge all’aperto e preferibile concordare un catering matrimonio con menu estivo che preveda buffet in vari momenti della cerimonia e soprattutto che fornisca la possibilità di bere per tutta la durata del ricevimento con leggeri aperitivi e bevande alla frutta dissetanti oltre a macedonie e insalate fantasia che possono fornire un supporto alimentare adeguato ad un’eventuale protrarsi eccessivo della cerimonia prima del pranzo.
Per quanto riguarda la location se all’aperto e priva di ombra è consigliabile la montatura di strutture ricettive adeguate che forniscano ampie zone riparate dal sole con teli adeguati che non facciano filtrare i raggi del sole.
Un menu a base di pesce può essere indicato ai catering matrimonio in estate, dove oltre a servire i classici antipasti e secondi di pesce arrosto o fritto si può concordare portate crude, a base di tartare e frutti di mare da combinare con piatti di verdurine fresche.
Anche la torta nuziale dovrebbe tener conto del periodo estivo particolarmente caldo, meglio privilegiare frutta, panna e gelato ed evitare creme e cioccolato spesso troppo elaborati per essere consumati nel periodo estivo.

Le coinvolgenti evocazioni oniriche della pittura di Graziano Ciacchini

La variegata formula pittorica di Graziano Ciacchini si presta anche ad un intenso e coinvolgente afflato onirico, molto permeante. Lo spettatore viene conquistato dagli scenari dipinti con abile maestria, che lasciano spazio alla fantasia sognante e sognatrice come ad essere dolcemente e soavemente guidati a sollecitare la mente al di fuori di quanto immediatamente visto dal primo impatto. Ecco emergere una cornice di contorno che ciascuno può immaginare e inventare a proprio piacere, dove immergersi in libertà a gustarsi il sogno prediletto e a ripercorrere le sequenze pittoriche in modo sorprendente. Meraviglia e stupore si alimentano attraverso una pittura pura e incontaminata che crea nell’osservatore un desiderio genuino di corresponsione dinamica.

Per Graziano la pittura diventa un versatile e poliedrico medium comunicativo espresso su più livelli, dove anche l’elemento fantastico si eleva ad efficace strumento di collante con il mondo circostante e gli permette di rimanere dentro una sorta di “limbo” in un’atmosfera atemporale, che guarda verso confini dove ognuno può spingersi per trovare nuovi paradigmi di pensiero e nuove visioni esistenziali, cullandosi delicatamente tra realtà e fantasia onirica.

Intervista: il giovane Alessio Di Franco parla della fotografia d’autore

Nato nel 1999 a Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia, il fotografo Alessio Di Franco si dedica fin da piccolo alla sua passione per la fotografia. A seguito della sua ultima personale tenutasi lo scorso mese a Gualtieri (RE) e in vista del progetto che ha in corso, che lo avvicina al famoso Antonio Ligabue, abbiamo intervistato il giovane Di Franco sul concetto di “fotografia artistica”.

D: Individua una parola chiave e motivala per indicare la sintesi del tuo attuale percorso nel mondo della fotografia artistica.
R: Una parola chiave? Ci proverò! Come si può leggere nelle mie presentazioni, negli articoli che parlano dei miei progetti, oppure, per chi ne ha avuto l’occasione di ascoltare la presentazione del progetto BELLEZZA alla mia mostra fotografica, a Gualtieri, da poco ultimata, una frase che ormai è diventata quasi un marchio di fabbrica è: “La BELLEZZA è scoprire il paragone tra REALTÀ ed IMMAGINAZIONE”. Ed è proprio quest’ultima parola che sceglierò come sintesi del mio lavoro, IMMAGINAZIONE. Tutti voi, create delle aspettative. Tutti voi, prima di un viaggio, di un incontro, di un evento, la notte pensate a ciò che potrà accadere, ciò che potrà essere. Premeditate. Immaginate. La stessa cosa, accade a me prima di ogni partenza, primo di un nuovo inizio. Prima di partire verso un nuovo Paese, studio la sua storia, i suoi accaduti, quello che accade. La storia, l’arte, l’architettura, le tradizioni, sono quelle piccole cose che rendono unici i luoghi che viviamo. Recentemente mi è stata posta questa domanda:”Tu, quando parti per un viaggio, non guardi mai le fotografie che sono già state scattate in quel luogo?” La mia risposta è stata: “No. Se prima di partire per un viaggio, andassi a guardare le fotografie che altri fotografi hanno già scattato, quando mi troverei in quel luogo, andrei a cercare quella fotografia, cercherei quell’immagine. Prima di partire per un viaggio, preferisco leggere la storia di quel luogo ed immaginarmi ciò che voglio trovare”. Un esempio, secondo me, molto valido, potrebbe essere il reportage fatto a Praga. Grazie alla documentazione storico-letteraria, sono riuscito a ripercorrere le vie della Primavera di Praga. Ho fotografato il distretto che, fino a metà degli anni ’90, era il centro del comunismo sovietico. Ne ho ripercorso il tratto architettonico e storico. Sono andato a cercare l’IMMAGINE che si era creata nella mia mente di questo paese, grazie all’informazione.

D: Quali consigli potresti dare a chi si avvicina all’arte fotografica da autodidatta come sei tu?
R: Così giovane, è molto difficile farsi strada in questo mondo, soprattutto da autodidatta. Penso che mi aiuti molto il fatto di non dare nulla al caso. Mi spiego. Quando vado in giro, ho sempre con me il mio libretto degli appunti. Su quel libretto, ci sono tutte le informazioni su ogni progetto fotografico, su ogni città in cui sono stato, su ogni personaggio che ho seguito e ci sono anche le informazioni riguardo all’impostazione della macchina fotografica, diviso per progetto. Altra domanda che mi hanno posto: “Perché nel 2018 hai ancora bisogno di scrivere come imposti la macchina fotografica, hai ancora bisogno di fare tante operazioni inutili, quando oramai con la tecnologia non servono più?”. Qui mi riconnetto alla domanda che mi avete posto precedentemente, la premeditazione. Io non ho uno stile per fotografare, lo stile è costruito sul progetto, sulla città, sulla persona. Non voglio che le mie fotografie siano tutte identiche, che abbiano tutte lo stesso colore, la stessa tonalità. Il colore è fondamentale, è il complice diretto del soggetto. È come la musica di sottofondo, detta le emozioni delle persone. È il primo impatto che hai con l’immagine. Il consiglio che mi sento di dare è il seguente, bisogna impegnarsi molto, avere voglia di imparare, avere molta curiosità. Bisogna essere umili, saper prendere i consigli che i professionisti ti danno, saperli anche filtrare delle volte. Per questo motivo devi avere delle idee chiare, devi saper motivare le tue scelte, le devi coltivare e portare avanti. Devi fare ciò che ti senti, anche se qualcosa scopri che è già stato fatto, fallo comunque, l’importante è che un progetto te lo senta veramente tuo. Devi far provare alle persone emozioni che prima non hanno mai provato. Avrei una bellissima riflessione su questo argomento, parlando sempre di progetti e di fotografie già fatte e rifatte e strafatte. Riguarda un progetto realizzato da un fotografo che io ritengo sia un grandissimo professionista con tantissima forza emotiva e per niente scontato, parlo di Christopher Anderson. Ma di questo non ne parlo oggi. Mi piacerebbe invece mostrarvi qualche fotografia scattata proprio durante la mia permanenza a Gualtieri, in occasione della mostra fotografica. Cosa ho trovato a Gualtieri, beh, guardate un po’ voi.

La naturalezza artistica delle foto di Alessio Di Franco

Osservando con attenzione le immagini catturate dallo scatto artistico di Alessio Di Franco, si viene da subito catapultati dentro lo scenario riprodotto con estrema naturalezza. Alessio valorizza quanto rievocato introducendo una componente di intensa spontaneità e consente al fruitore una diretta e immediata percezione interattiva, come se ciascuno fosse stato presente nel momento stesso in cui l’obiettivo ha immortalato la raffigurazione e si immedesimasse con lui nella fase esecutiva. Questa connotazione è fortemente distintiva e rafforza il valore contenutistico insito in ogni fotografia.

Per Alessio non basta semplicemente descrivere in modo accurato e preciso, ma servono un intreccio di elementi che attivano la potenzialità racchiusa nelle rappresentazioni artistiche. Soltanto così tutto si anima e acquista vita propria, conservando intatto quel fascino unico ed esclusivo dettato da una naturale profusione di sentimenti ed emozioni, stimolati attraverso una narrazione compositiva mai falsata e mai inquinata da sterili trasformismi costruiti in modo artificiale.

Il linguaggio simbolico e metaforico nell’arte di Graziano Ciacchini

A seguito delle molteplici mostre e manifestazioni alle quali ha partecipato in questi ultimi tempi, siamo ancora una volta ad intervistare il pittore e poeta, Graziano Ciacchini. Avvicinatosi alla pittura, nel 2002, l’artista ha perfezionato una forma espressiva personale ed originale, fatta di elementi simbolici, che custodiscono la chiave di accesso ad un mondo onirico nel quale Ciacchini esplora il contatto tra la realtà ed il trascendente.

D: Quanto influisce la componente onirica del sogno per interpretare e recepire al meglio le tue opere pittoriche?

R: Nei miei lavori, penso di materializzare un luogo nel quale il pensare ed il sentire, si contaminano fino a “rappresentarsi” attraverso immagini che nel loro aspetto, pur farcite di componenti reali, sfiorano il terreno della percezione e dell’immaginazione. Possiamo chiamare tutto questo sogno? E se sì, in quale accezione? Non so. Io che non sono esperto di queste materie ma mi affido a ciò che suggerisce la sensibilità, direi che è una ricerca inconscia di una “essenza” reale della quale sento la presenza, ma della quale mi sfugge il disvelarsi. Come una ricerca di radici;come un cercare di dar senso a qualcosa che forse, senso non deve avere, almeno nel significato terreno. Ecco allora che spesso nei miei lavori, si disegna un percorso ed i personaggi che popolano le tele, guardano fiduciosi nell’attesa di quel disvelarsi che spero (ma a loro non va detto, mi raccomando!) non arrivi mai.

D: Quanto influisce il linguaggio simbolico e metaforico nel tuo fare arte?

R: Influisce molto, come ho già spiegato rispondendo alla domanda precedente. Spesso nei miei lavori ho l’ardire di raccontare storie, illustrare situazioni e generare domande quindi in un certo senso, tutto è simbolo o almeno, io così lo ritengo. Ogni tanto mi piace anche inserire piccoli elementi, apparentemente senza significato, che rimandano a qualcosa o a qualcuno, ma questo in fondo è secondario, un gioco, una licenza poetica.